Categorie
Mimesia | Blog
15451
paged,page-template,page-template-blog-large-image-whole-post,page-template-blog-large-image-whole-post-php,page,page-id-15451,page-parent,paged-4,page-paged-4,ajax_fade,page_not_loaded,,side_menu_slide_from_right,qode-theme-ver-16.8,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.5.2,vc_responsive
 

Blog

Nella lentezza di questa mattina ho rallentato un gesto consueto. Davanti allo specchio ho legato i capelli e ho messo la crema sul viso. Lo faccio ogni mattina da almeno 30 anni. Un gesto semplice e ripetuto. Eppure dentro di me e tra le mie mani ho trovato il dono del silenzio, della lentezza del primo mattino quando i gesti sono parole e riempio lo spazio senza pensieri. Una goccia di crema nell’incavo della mano e alzo lo sguardo mentre con la destra inizio a percorrere il viso, la fronte, il collo, l’ovale. Mi sfioro la pelle, socchiudo gli occhi godendomi la seta che mi attraversa. Seguo le dita. Alzo lo sguardo e sono lì, di fronte a me. Sorrido distratta. Io. Dal profondo dell’anima sfugge un pensiero che non colgo. Lo guardo, lo seguo come un palloncino mentre si libera in cielo. È un sospiro: “come sono bella!”
Mi sfugge e lo ritratto. Mentre continuo a vedere il mio viso, e nell’ovatta del mattino me lo concedo! Sì. Sono bella. Non esteticamente. I miei difetti sono visibili a voi più che a me. Senza alibi. Solo io. Ma sono bella. Luminosa, struccata, appena sveglia. Bella. Perché non concederselo? Perché validare la nostra luce solo attraverso gli altri? Perché se sono passati 6 anni non posso concedermi di vedermi e sentirmi bella solo perché un altro uomo non ha occhi per guardare? Io sono io. Non ho bisogno di conferme per essere me. Sono bella, splendida, solare, gentile, intelligente, caparbia, introversa, volitiva, passionale, sincera, fuori dal gioco e dalle righe.

Tiziana Alma Scalisi

Felicità è addormentarsi sulle lenzuola fresche in un pomeriggio afoso abbracciata a un cuscino. Svegliarsi con il ventolino fresco sulle gambe e avere voglia di cioccolato fondente.

Legarsi i capelli e trovare sul divano i miei figli a parlottare con un libro in mano e la tv spenta. Felicità è dir loro: “vi amo così tanto che non mi basteranno le prossime 5 vite per potervi amare di più”

Felicità è trotterellare scalza sul balcone con in mano una tazza di caffè amaro e nell’altra un pezzo di cioccolato fondente.

Quando si diventa consapevoli, si impara anche ad ascoltare il proprio corpo. Troppe volte ho pensato di essere quella sbagliata dentro una relazione. Il tempo e il vuoto, il silenzio e l’ascolto mi hanno insegnato una lezione diversa. Rispondiamo a ciò che si manifesta.  Un solo sguardo mi ha spogliato più di chi mi ha vista nuda. Una carezza sulla guancia apparentemente distratta durante un saluto, o una parola pensata e soppesata solo per me mi hanno fatto sentire viva più di mille acrobazie. E il mio corpo lo sa, vibro di ciò che mi fa vibrare. Distanza, distacco, indifferenza, calcoli, schemi mi stancano e alla fine quel senso di frustrazione e di mancato appagamento non ha nulla a che vedere con il fatto che io mi senta sbagliata. Non sono sbagliata, ma il mio corpo mi insegna più di quel che so. Vibra con ciò che lo fa vibrare. Come l’eco che ritorna e risponde e si espande all’infinito. Esistono relazioni che non sono mai state tali ma che mi sono più intime che mai. È la pelle che conosce la verità. Vibrando di echi lontani ricorda a sé stessa di essere vita.

Tiziana Alma Scalisi

Sono stata cresciuta pensando che ogni evento nella vita fosse perforza collegato a un altro. E ieri? E domani? Resterà? Tornerà? Mi vuole? Non mi ama.
Oggi comprendo che non è questa catena che voglio.
Non esistono più nodi scorsoi nei miei giorni.
Ricevo doni inattesi e meravigliosi. Senza chiedere. Senza aspettative. Ogni cosa è ciò che è. E sono grata! Il mosaico diventerà visibile all’improvviso. Mi volterò e sarà lì. Perfetto. Scintillante. Mio.

Vieni con me. Ti mostrerò i miei luoghi segreti. Dammi la mano e chiudi gli occhi. Fidati. Respira il profumo delle gardenie e delle rose. Ascolta il canto degli uccelli e la brezza che sfiora le chiome. Il fresco manto erboso è soffice al nostro passaggio. Discendi il pendio e risali le anse. Tessuto di aria. Seta sottile. Intrico di trame sono i miei pensieri. Sorvolando intuiscono nuovi anfratti che seguo fidandomi dell’aria che mi sfiora. Cirri come tessuti morbidi ci attraversano e saliamo sul picco che esplode tuffandosi nel blu. Muoviti e segui il mio ondeggio cerca le mie mani scruta i miei occhi. Rallenta il respiro e sospendi i pensieri. Affidati e mesmerizzati nei miei colori, fluttua trasportato dal vento diventa quel refolo e accarezzami la pelle. Toccami piano come fossi aria, posa il tuo cuore e riposa. Muta il pensiero in meraviglia estatica. Sospendi e seguimi. Ovunque sarai condotto. Vieni.

Cala il sole e sorge la tristezza. Nel mio oltre nessuno viene mai a cercarmi. Lo so. Non saprebbe come trovarmi, in fondo. Non c’è indirizzo per il mio altrove, nessuna mappa, nessuna bussola. Il tempo scorre, si ferma, si dilata, ma non offre coordinate.
E io resto qui. Ora.
Lontana. Invincibile e inarrivabile. Indomita e sfrontata. Sola. Indecifrata. Oltre.

Tyz (Gennaio 2020)

Può capitare spesso nella vita di chiedere aiuto. Talvolta lo si riceve e basta. Arriva nutriente e balsamico come miele. Salvifico e gratificante. Donare qualcosa di sé, sia esso tempo o ascolto o conforto, o semplicemente un supporto pratico, sottintende una regola non scritta. Forse su cui nemmeno si riflette. Chi dona offre ciò che può dare così come può darlo, nei tempi e nei modi che sceglie. È un rito antico quello del donare, di cui abbiamo perso la sacralità. Se chiedo devo rispettare ciò che arriva. Qualsiasi forma abbia. In quel gesto antico c’è sempre un messaggio, una rivelazione nascosta piccola o grande che sia.

Offrire è magia. Donare è sacro, ma anche ricevere lo è. Non è pretendere, non è obbligare, non è spuntare, né sentenziare, nemmeno definire. Si riceve ciò che arriva. Un passo indietro. Un silenzio e gratitudine nell’anima. Ciò che è così come è. Abbandonandosi a ciò che non è scritto, ai pensieri non detti, ai gesti sottesi. Offrire è amore tanto quanto ricevere e ringraziare.

Tiziana Alma Scalisi

Durante questo periodo il silenzio ha permeato le nostre vite. Le giornate cullate e avvolte da un tessuto tutto nuovo: il silenzio. Meraviglioso, austero, perfetto, incantevole, foriero di messaggi, alludente a futuri ancora celati, materno. In questa bolla, assente da schiamazzi e rumori, spesso mi sono trovata ad ascoltare. Dapprima l’assenza, poi ho iniziato a sentire il canto degli uccelli che ci sovrasta e che ci permea senza che ce ne accorgiamo. È un canto immenso che si estende per chilometri sopra le nostre teste, oltre le nostre vite distratte, altro da noi. Un linguaggio sconosciuto e antico. Mi piace pensare a questo unico immenso canto che protegge e cura. Come un immenso velo, un filtro tra terra e cielo. Un ponte tra qui e l’infinito cielo. Un luogo in cui respirare, un posto dove stare, un passaggio da attraversare per smaterializzarsi nell’infinita perfezione dell’universo.

Tiziana Alma Scalisi