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Mimesia | Blog
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Il dono è la vita stessa.

Ogni passo, ogni scelta, ogni consapevolezza mattutina che ti fa assaporare errori e visioni.

Quotidiani stupori. Con gli occhi di bambina e cuore di saggia.

Buongiorno Tyz anche questo mattino è tutto per te💝

Da bambina adoravo l’arrivo della pioggia. Nonna chiudeva le tapparelle in tutta casa e io la seguivo in questo rito. Poi tirava fuori dal primo cassetto le candele e ne preparava una per ogni stanza. E così nella penombra attendevo i tuoni e il ticchettio della pioggia battente. Io restavo accucciata sul tappeto. Ricordo ancora l’odore di nonna e il calore del suo grembo, le mani calde e il suo vestito preferito. Oggi mi manchi.
È sempre un buon tempo quello degli abbracci.
È sempre un buon tempo per dirsi ti voglio bene… Il resto passa. Lo sguardo dell’anima resta per chi è disposto a guardare. TAS

Momenti e istantantee

Per chi si fosse perso la presentazione di Adesso e Qui che si è svolta alla Libreria Salvemini lo scorso 8 ottobre 2020, ecco il link alla pagina YouTube. Ringrazio per la magnifica serata i miei compagni di viaggio: Mario Chiarenza e Mauro Marrani che hanno reso il tutto possibile.

Adesso e Qui – Mai sottovalutare la forza di una donna terribile: https://youtu.be/NKEpNtw98Dg

Adesso e qui – Mai sottovalutare la forza di una donna terribile” è un viaggio dentro e a ritroso per recuperare il senso di “chi siamo” e appartiene al futuro che si è già compiuto. Descrive il coraggio di tornare a noi stessi, di sperimentare e sperimentarci per poterci guardare alla fine da un punto di vista diverso e privilegiato di chi sa e ha atteso fiducioso che gli eventi si compissero. Un itinerario tra sofferenza e grandi amori, tra paure e fragilità, dove ogni cicatrice diventa un portale, ogni ruga un’occasione.

La narrazione parte da un ricordo d’infanzia che spalanca le gocce di memoria che sono distillate sempre sul bordo di un tempo sospeso. Quel piccolo ricordo diventa la chiave per comprendere quel futuro che attende solo di essere guardato e svelato nella confusione della vita quotidiana. La memoria si risveglia e naufraga tra le emozioni di una donna che impara a guardare l’essenza negli occhi. Senza alibi. La consapevolezza di sé sfugge ai contorni delle categorie e si diffonde liquida nell’arco di una vita. Ineffabile. Incomunicabile. Sottile.

Alla fine l’approdo è, come dice il titolo “Adesso e qui”, dove ci attende il futuro. Abbandonarsi alla metamorfosi, per l’autrice, è l’unica strada possibile per poter inverare il nostro futuro. Non ci sono coordinate né cartine geografiche, l’amore è l’unica certezza, si segue l’istinto ogni minuto e, con solo l’anima tra le mani, il viaggio comincia a delinearsi.

Disponibile alla Libreria Salvemini, piazza Salvemini 18

Amo la pioggia. L’aria fresca, il suo profumo, il silenzio attimale dell’istante sospeso in cui tutto sta per cambiare. Amo la pioggia. Le finestre aperte, le lenzuola fresche. Amo chiudere gli occhi e sciogliermi in questo niente, nel tutto del mio tempo nutriente. Incompreso. Ma mio. Solo mio. Il mio luogo.

Esterno sera. Centro città. Caldo estivo. Si boccheggia ancora alle otto di sera. Non ho voglia di camminare ma la serata è piacevole e i monumenti dipinti di tramonto irresistibili.

Mi portano in un locale (si, ho detto mi portano perché il caldo annulla e offusca la mia voluntas… E forse pure la noluntas!).

Posto molto carino. Mi piace. Ha stile. Affondo su una sedia imbottita bollente e penso: “cielo! Come farò a rialzarmi da qui?” caldo. Caldo solo caldo.

“Cosa vi porto da bere?” Al solerte cameriere mi illumino in un sorriso e con solo quell’immagine che mi brilla negli occhi dichiaro: “per me una coca zero con tantissimo ghiaccio” e sorridente mimo il biccherone.

Qualcosa non va. Lo sguardo del cameriere al di sopra della mascherina si blocca. Mi guarda. Mi fulmina.

Mi sento come in un musical di Broadway il silenzio cala nel locale, si spengono le luci e resto io illuminata solo dall’occhio di bue. In lontananza sento il cameriere dire qualcosa sul fatto che loro sono il più bio dei ristoranti bio e che no, la coca zero non ce l’hanno e altre frasi che perdo inghiottita dal velluto bollente della mia sedia finto impero. Riesco a balbettare un “mi dispiace di solito non la chiedo, è il caldo a parlare per me..” mi guardo intorno e comprendo finalmente dove sono e quanto la mia richiesta fosse stata assolutamente fuori luogo. Abbasso gli occhi scusandomi mi sento dire: “no, no, ma sono perfettamente d’accordo con te, no, si, certo, bio, naturale. Senza additivi, bio, certo. Bio”

La serata può solo migliorare. Mi dico, se solo alla fine riuscirò a uscire da questa sedia… Velluto. Caldo velluto. Senza coca. Senza ghiaccio. Forse non è bio.

Può solo migliorare

Se ponessimo la stessa caparbietà che dimostriamo nel mantenere le nostre piccole e stolte abitudini (pic-nic con sedie e plastica, vociare bieco, indifferenza totale al luogo in cui siamo..etc), nell’onorare invece la perfezione della Natura, saremmo gli esseri più felici e davvero i più  intelligenti di tutto il pianeta.

Il bosco è un tempio sacro.

Basterebbe tacere e ascoltarne la lezione.

Immobile.

Alacre. Lungimirante. Accogliente. Autosufficiente. Perfetto!

Possiamo dire la stessa cosa di noi?