Mimesia |
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L’8 marzo?

Oggi voglio dire cosa è per me. Per me è innanzitutto rispetto. Il rispetto dovrebbe passare da una nuova lettura culturale che servirebbe a una parte di uomini quelli che dietro i bei sorrisi e i modi affabili squalificano le donne nel non riconoscerne il valore in quanto persona e non vacche da monta agli angoli dei bar chic della città tra un aperitivo e un caffè. Bisognerebbe imparare a rileggere definizioni e comportamenti che solo in apparenza gratificano la vanità femminile, ma che poi dietro la porta si traducono in lacrime e dubbi e sofferenza.

Per me il rispetto passa dal non togliere la voce alla donna in una relazione.
Per me il rispetto è guardare l’altra non solo a letto ma anche tra la gente.
Per me il rispetto è chiarezza.
Per me il rispetto è onestà nei sentimenti e nelle parole.
Per me non è rispetto giocare affastellando relazioni.
Per me il rispetto è comprendere che un tale comportamento è umiliante per chi lo subisce.
Per me il rispetto è restare, non scappare.

Per me il rispetto è avere il cuore/coraggio di guardare in faccia la fine senza usare le mani. Non alzare la voce, non alzare le mani, ma avere il coraggio di alzare gli occhi e guardare la realtà negli occhi dell’altro.
Ed è rispetto anche quello che io devo a me stessa nel non permettere più a nessuno di sgualcirmi il cuore senza guardarmi negli occhi e senza ascoltarmi.
Sono io, oggi che lo devo a me stessa.
Non più pezzi di me. Sono sacra. Integra.
E non ho più paura di dire no.

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